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luciano.martina
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Inviato - 06 febbraio 2009 : 09:42:58
citazione:
Caro Luciano, Prima d'insegnarare ai nostri figli a pattinare dobbiamo insegnare loro il rispetto per la vita (sotto qualsiasi forma ed in qualsiasi condizione).
Caro Lello, non capisco cosa vuoi dire ... E' certo che io insegno il rispetto della vita ai miei figli ... in ogni azione che faccio durante la vita quotidiana ... come ogni genitore degno di questo nome ... è ovvio! ma lo si deve fare nelle sedi opportune ... se si fa tutto ovunque alla fine non si fa niente ... allora ogni sito di calcio , di pesca, di fumetti dovrebbe PRIMA parlare di tutti i problemi del mondo, della fame nel terzo mondo, della prostituzione, del traffico di organi, delle pulizie etniche, dell'uso delle cellule staminali embrionali nella ricerca, dell'aborto, .... PRIMA di parlare di calcio, pesca e fumetti. Io penso che la famiglia, la scuola e la religione, per chi crede, educhi ai valori della vita ... la squadra e il mondo del pattinaggio insegni i valori dello sport, la lealtà, il sano agonismo e il rispetto dell'avversario ... prima ancora che il gesto tecnico. La questione è proprio "tecnica", è una questione di misura ... non voglio dire che in un sito sportivo NON si possa affrontare un argomento che tocchi i valori etici e spirituali della vita, della natura o di qualsiasi altro argomento off topic, ma penso che se tale argomento monopolizza il sito ...sia sull'argomento che su una particolare posizione o orientamento inerente l'argomento allora si rischia di rendere l'intero sito off topic... e di perdere sia chi vuole parlare di pattinaggio sia chi vuole parlare di eutanasia...che ovviamente andrà sui siti che di quello parlano a profusione. cordiali saluti Luciano  |
admin

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Inviato - 06 febbraio 2009 : 11:54:49
citazione:
La questione è proprio "tecnica", è una questione di misura ... non voglio dire che in un sito sportivo NON si possa affrontare un argomento che tocchi i valori etici e spirituali della vita, della natura o di qualsiasi altro argomento off topic, ma penso che se tale argomento monopolizza il sito ...sia sull'argomento che su una particolare posizione o orientamento inerente l'argomento allora si rischia di rendere l'intero sito off topic... e di perdere sia chi vuole parlare di pattinaggio sia chi vuole parlare di eutanasia...che ovviamente andrà sui siti che di quello parlano a profusione.
Caro Luciano, La questione della povera Eluana non c'entra nulla con il problema del mancato aggernamento del sito Pattilandia. Il sito non viene più aggiornato perchè sono stato rimasto disgustato dalle cose che avvengono nell'ambiente ed ho deciso di dedicare il mio tempo a cose più utili. Cordiali saluti Lello Passannanti  |
luciano.martina
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Inviato - 06 febbraio 2009 : 16:03:15
citazione:
Caro Luciano,La questione della povera Eluana non c'entra nulla con il problema del mancato aggernamento del sito Pattilandia. Il sito non viene più aggiornato perchè sono stato rimasto disgustato dalle cose che avvengono nell'ambiente...
... beh allora vedi che qualcosa in comune l'abbiamo ?  scherzi a parte... io ci sono dentro da poco ma ne avrei già abbastanza per uscirne... ma non ho ancora preso questa decisione perché ho ancora speranza che un altro pattinaggio sia possibile. Mi spiace. Spero che, essendo un forum, ...altri si facciano avanti per portare avanti l'iniziativa ... ti saluto e ti faccio i miei auguri. ciao Luciano  |
admin

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Inviato - 10 febbraio 2009 : 09:45:46
 Il giorno 09 Febbraio 2009 alle ore 20,10 Eluana è morta di sete e di fame. Pattilandia saluta Eluana Englaro  |
luciano.martina
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Inviato - 10 febbraio 2009 : 10:12:06
citazione:
 Il giorno 09 Febbraio 2009 alle ore 20,10 Eluana è morta di sete e di fame. Pattilandia saluta Eluana Englaro
Per la precisione: Eluana non era più in grado di provare sete e fame. Alimentazione e idratazione erano artificiali e forzate. Quindi non è morta di sete e di fame come vorresti strumentalmente far credere (pubblicando anche un'immagine di una persona che non esiste più da anni). Già che ci sei perché non scrivi che è stata assassinata come certi giornalacci ? Ora riposa in pace come ha sempre VOLUTO ESPRESSAMENTE e finalmente, seppur nel dolore, avra pace anche la sua famiglia. Vediamo se ora avrai il buon gusto e la pietà di lasciare in pace Beppino e famiglia... vuoi fare qualcosa di buono per i nostri ragazzi ? Cala un velo pietoso... in tutti i sensi. passo chiudo e cancello l'iscrizione. grazie ciao Luciano  |
admin

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Inviato - 10 febbraio 2009 : 10:54:22
IL PADRE CHE SI E' FATTO GIUDICE E BOIA (by Marco Tarquinio - L'Avvenire) Eluana è stata uccisa. Davanti alla morte le parole tornano nude. Non consentono menzogne, non tollerano mistificazioni. E se noi – oggi – non le scrivessimo, queste parole nude e vere, se noi – oggi – non chiamassimo le cose con il loro nome, se noi – oggi – non gridassimo questa tristissima verità, non avremmo più titolo morale per parlare ai nostri lettori, ai nostri concittadini, ai nostri figli. Non saremmo cronisti, e non saremmo nemmeno uomini. Eluana è stata uccisa. Una settimana esatta dopo essere stata strappata all’affetto e alla «competenza di vita» delle sorelle che per 15 anni, a Lecco, si erano pienamente e teneramente occupate di lei. In un momento imprecisato e oscuro del «protocollo», orribile burocratico eufemismo con il quale si è cercato di sterilizzare invano l’idea di una «competenza di morte» messa in campo, a Udine, per porre fine artificialmente ai suoi giorni. Eluana è stata uccisa. E noi osiamo chiedere perdono a Dio per chi ha voluto e favorito questa tragedia. Per ogni singola persona che ha contribuito a fermare il respiro e il cuore di una giovane donna che per mesi era stata ostinatamente raccontata, anzi sentenziata, come «già morta» e che morta non era. Chiediamo perdono per ognuno di loro, ma anche per noi stessi. Per non aver saputo parlare e scrivere più forte. Per essere riusciti a scalfire solo quando era troppo tardi il muro omertoso della falsa pietà. Per aver trovato solo quando nessuno ha voluto più ascoltarle le voci per Eluana (le altre voci di Eluana) che erano state nascoste. Sì, chiediamo perdono per ogni singola persona che ha voluto e favorito questa tragedia. E per noi che non abbiamo saputo gridare ancora di più sui tetti della nostra Italia la scandalosa verità sul misfatto che si stava compiendo: senza umanità, senza legge e senza giustizia. Eluana è stata uccisa. E noi vogliamo chiedere perdono ai nostri figli e alle nostre figlie. Ci perdonino, se possono, per questo Paese che oggi ci sembra pieno di frasi vuote e di un unico gesto terribile, che li scuote e nessuno saprà mai dire quanto. Con che occhi ci guarderanno? Misurando come le loro parole, le esclamazioni? Rinunceranno, forse per paura e per sospetto, a ragionare della vita e della morte con chi gli è padre e madre e maestro e amico e gli potrebbe diventare testimone d’accusa e pubblico ministero e giudice e boia? Chi insegnerà, chi dimostrerà, loro che certe parole, che le benedette, apodittiche certezze dei vent’anni non sono necessariamente e sempre pietre che gli saranno fardello, che forse un giorno potrebbero silenziosamente lapidarli. Ci perdonino, se possono. Perché Eluana è stata uccisa. Sì, Eluana è stata uccisa. E noi, oggi, abbiamo solo una povera tenace speranza, già assediata – se appena guardiamo nel recinto delle aule parlamentari – dalle solite cautelose sottigliezze, dalle solite sferraglianti polemiche. Eppure questa povera tenace speranza noi la rivendichiamo: che non ci sia più un altro caso così. Che Eluana non sia morta invano, e che non muoia mai più. Ci sia una legge, che la politica ci dia subito una legge. E che nessuno, almeno nel nostro Paese, sia più ucciso così: di fame e di sete. Ma che si faccia, ora, davvero giustizia. Che s’indaghi fino in fondo, adesso che il «protocollo» è compiuto e il mistero di questa fine mortalmente c’inquieta. Non ci si risparmi nessuna domanda, signori giudici. Ci sia trasparenza finalmente, dopo l’opacità che ci è stata imposta fino a colmare la misura della sopportazione. E si risponda presto, si risponda subito, si risponda totalmente. Come è stata uccisa Eluana? Marco Tarquinio  |
luciano.martina
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Inviato - 10 febbraio 2009 : 11:54:57
Quella ragazza che amavamo di ADRIANO SOFRI (La Repubblica)ORMAI la diversità dei pensieri si era tramutata in una dannazione reciproca, una messa al bando, una insofferenza esasperata. E neanche ora, neanche in hora mortis nostrae, si rimarginerà, temo. Ma, forse solo per un piccolo risarcimento, forse perché è la cosa più importante, possiamo riconoscerci tutti - quasi tutti - in un acquisto dapprincipio imprevedibile, e che non era nei propositi. Abbiamo tutti - quasi tutti: non fa bene ignorare il cinismo e la cattiveria vera - voluto molto bene alla ragazza Eluana. Le abbiamo voluto sempre più bene, man mano che passavano gli anni e la ferita si esacerbava mille volte di nuovo e noi intanto diventavamo grandi o vecchi, nascevamo e ci ammalavamo e, qualcuno, morivamo: e quel viso di ragazza continuava a guardarci illeso dal tempo e dalla sventura. Prima della fotografia, i ritrattisti delle famiglie del nord d'Europa, di quelle che potevano permetterselo, dipingevano una volta all'anno il gruppo di famiglia, sicché sulle pareti domestiche scorrevano le generazioni, i bambini diventavano adulti, gli adulti vecchi, matrimoni rinnovavano la scena, nuovi nati facevano la loro comparsa. In quelle gallerie di quadri ricordo, c'erano alcune figure di bambini o di giovani che non cambiavano più aspetto, il tempo non le lavorava più, perché erano morti giovani o bambini, e una rossa crocetta dipinta sopra la testa avvertiva della loro perdita, ma non si aveva cuore di espellerli dal gruppo. Il signor Englaro, rifiutandosi, contro la propria presumibile convenienza, di esporre le fattezze di Eluana se non fino al punto in cui l'ebbe perduta, ha suscitato in tutti noi lo stesso risultato pieno d'affetto e di rimpianto. Abbiamo voluto bene a quella ragazza meravigliosa, al modo in cui i suoi occhi continuavano a guardarci così da lontano, così da vicino, e l'abbiamo rimpianta come una nostra compagna di viaggio insieme perduta e illesa. Abbiamo voluto bene, ogni giorno di più, anche alla Eluana che non vedevamo, che non abbiamo mai visto, nella quale la ragazza dagli occhi profondi si continuava e si consumava, e abbiamo avuto pietà di lei e di noi. Quel padre che, chiuso in un suo cerchio senza uscita, combinava e ricombinava senza ostentazione e senza falso pudore le belle fotografie della sua creatura, come per ricominciare ogni volta a far scorrere la vita della sua carissima figlia prima che la promessa si spezzasse, ce l'ha fatta amare, senza proporselo. Senza proporsi altro se non di avere la legge dalla propria parte, e le persone, perché una buona legge dev'essere dalla parte delle persone e del loro dolore. L'ha conservata così, nella memoria di una comunità che l'aveva adottata, benché si lacerasse sul suo destino. Se c'è una sottile speranza che l'Italia non esca più amara e incattivita da una vicenda oltraggiosamente accanita, è in questo amore condiviso. Il signor Englaro non ha mirato a nessuna convenienza. Non ha fatto conti. Ha fatto quello che sentiva come il suo dovere. Se fosse stato un uomo politico - cioè un politico, oltre che l'uomo che è - si sarebbe sottratto alla piccola trappola della gara col tempo, che metteva in scena nel rullo di tamburi del precipitoso finale il copione degli uni che bruciavano le ore per salvare una vita, degli altri che bruciavano i minuti per sacrificarla. ("Il sacrificio non sia vano": frase pronunciata ieri sera in Senato, non so con quanta consapevolezza, bestemmia più enorme di tutte, che accusa di un sacrificio umano, e pretende di riscattarlo, per giunta con una legge folle). Si sarebbe esposto alle intemperie sulla cima di un campanile friulano per protestare: dopotutto il capo del governo si era spinto, non so con quanta consapevolezza, a dire che quella sua figlia perduta avrebbe potuto partorire. Avrebbe fatto uno sciopero della fame e della sete, per replicare a chi lo accusava di voler assassinare per fame e sete la sua creatura. Li avreste visti volare, allora, i sondaggi, angeli custodi della superstizione e della demagogia contemporanea. Verrebbe voglia di dire che bisogna tutti sforzarsi di richiudere questa ferita, ma non sarà così. Le ferite non si chiudono. Non si chiuse quella di Moro. La disputa sul corpo di Eluana è per l'Italia del nuovo millennio una tragedia senza catarsi, senza redenzione, come fu quella sul corpo di Moro per la fine del secolo scorso. Ho guardato il minuto di raccoglimento al Senato: sembrava piuttosto, per quei grami presenti, la concentrazione nell'angolo prima dell'ultimo round. Certi uomini politici - cioè certi politici, prima degli uomini che dimenticano di essere - fanno molti conti. Vedrete: anche ora che il corpo di Eluana non è più perquisibile dai Nas, mostreranno di voler procedere per la loro strada. Legislatori tutti d'un pezzo, pronti a decretare la mia, la vostra, l'impossibilità di ciascuno di rifiutare per sé la nutrizione artificiale, una volta che ci trovassimo privati senza ritorno della nostra coscienza. Pazzia. Silvio Berlusconi ha voluto dire che lui, nella condizione di Beppino Englaro, non potrebbe mai "staccare la spina". Sia risparmiata la prova a lui e a noi. Tuttavia la prova è stata imposta a tanti, e qualunque sia la loro scelta, compresa quella di non rassegnarsi mai al commiato, dev'essere rispettata, amata e sostenuta. Ma provi Berlusconi a immaginare un'altra eventualità: che tocchi a lui di uscire da una rianimazione in una condizione vegetativa irreversibile. Vorrebbe o no poter decidere, finché il senno e la fortuna siano dalla sua, come debba chiudersi la sua esistenza, o preferisce lasciarne il peso ai suoi figli, per giunta votando ad horas l'obbligo a nutrirlo artificialmente senza fine? Questo era già il punto, ora lo è ancora più nitidamente. Mettete via i cartelli opposti che intimano: "Giù le mani da Eluana". Salutiamola, Eluana, con l'amore che si sapeva riservare alle ragazze perite, tenerelle, pria che l'erbe inaridisse il verno. Quanto a noi, scriviamo ciascuno sul proprio cartello: "Giù le mani da me, per favore".  |
pierciccio
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Inviato - 11 febbraio 2009 : 21:13:03
Penso sia davvero una cosa più che SQUALLIDA copiare gli articoli di alcuni giornalisti e poi incollarli...io proporrei che scriviate parola vostre e provenienti dal cuore, anzichè provenienti da vari quotidiani.  |
luciano.martina
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Inviato - 12 febbraio 2009 : 00:56:48
citazione:
Penso sia davvero una cosa più che SQUALLIDA copiare gli articoli di alcuni giornalisti e poi incollarli...io proporrei che scriviate parola vostre e provenienti dal cuore, anzichè provenienti da vari quotidiani.
ciao ma dove vivi ? da quando citare è squallido ? mah ... io ho scritto cosa pensavo...prima dell'articolo invece te vedo che hai preso la tastiera in mano solo per sparare giudizi...complimenti. ciao Luciano p.s.: ah ... dimenticavo... un po di educazione non guasterebbe...salutare? firmarsi ? optional ?  |
admin

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Inviato - 12 febbraio 2009 : 08:44:00
Cara Eluana,Ti chiediamo perdono per non aver saputo o potuto fare di più per salvare la Tua vita. Un abbraccio sincero Lello Passannanti 
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